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   Audio nelle pagine Web

   




L'importanza della componente audio nei mezzi di comunicazione è indubbia, ed ora, con l'evolversi della tecnologia ed il diffondersi dei PC multimediali, tale componente sta conquistando una certa rilevanza anche in Internet.

Ovviamente, come sempre quando abbiamo a che fare con il Web, è di fondamentale importanza la compressione dei dati, e quindi adottare sistemi di memorizzazione che riducano il più possibile la dimensione dei file trasmessi (anche a scapito della qualità del prodotto ottenuto).

Molti formati audio possono essere usati per inserire suoni nelle pagine Web, ma i più utilizzati sono WAVE, AU e MIDI: nei moderni browser sono incluse delle applicazioni che consentono la riproduzione di tali formati e forniscono anche il supporto affinché l'utente possa controllare tale riproduzione attraverso una piccola console.

Il formato audio più opportuno dipende dal tipo di suono che si intende utilizzare: musica strumentale, effetti sonori, parlato,...e dalla qualità che si desidera ottenere.

Il formato MIDI è senza dubbio il modo più efficiente per aggiungere musica strumentale alle pagine Web, grazie alle modeste dimensioni dei file '.mid'. Il formato MIDI infatti consiste in una sequenza di comandi che specificano quale nota suonare, per quanto tempo e con quale strumento, e quindi brani di alcuni minuti possono occupare anche solo una decina di Kbyte.
Uno svantaggio è che, acusticamente parlando, il risultato dipende dalla qualità dei banchi di suoni del dispositivo audio che l'ascoltatore possiede.
Un esempio è il sottofondo musicale che state ascoltando leggendo questa pagina.

Per l'inserimento di effetti sonori (che in genere accompagnano le azioni svolte sulle pagine, rendendo più accattivante la navigazione) è necessario ricorrere ai formati WAVE e AU: entrambi immagazzinano dei suoni "registrati" (campionati) e quindi tendono ad occupare molto spazio. Un effetto sonoro di alcuni secondi può occupare alcune decine di Kbyte (l'esatta dimensione dipende dalla "qualità della registrazione", cioè dalla frequenza di campionamento).
Un esempio lo trovate nelle pagine che ho realizzato per EPOCA CAR.

Stanno emergendo anche dei formati audio alternativi, che permettono di ottenere una migliore qualità audio e dei rapporti di compressione ottimi: questo ha reso possibili cose fino a poco tempo fa ritenute fantasiose (trasmissioni live, riproduzioni di brani musicali originali in tempi accettabili).
Lo svantaggio è che le applicazioni in grado di leggere tali formati non sono incorporate nei browser, ma devono essere installate come integrazioni (si parla di Plug-in per Netscape e di Controlli ActiveX per Microsoft IE: trattasi essenzialmente di software aggiuntivo che amplia le potenzialità del browser). E quindi non tutti gli utenti saranno in grado, da subito, di fruire della componente audio.

Di questi nuovi formati quello più diffuso e che sta imponendosi come lo standard per la diffusione di audio in streaming (permette cioè di cominciare la riproduzione audio anche prima che l'intero file sia completamente trasferito) è REALAUDIO: adottato praticamente in tutti i casi di trasmissioni audio (e video) in tempo reale (radio online, concerti live, news,...).
Il lettore per il formato Realaudio è liberamente scaricabile dalle pagine della casa produttrice (RealNetworks).


Purtroppo il continuo evolversi della tecnologia per il Web ha portato a paradossali incompatibilità!
Realizzare una pagina Web che incorpori dei file audio è piuttosto semplice se ci si accontenta che questa sia riprodotta correttamente da una o due versioni dei più noti browser. La cosa è un po' più complessa se si desidera, come dovrebbe, che la pagina sia fedelmente riprodotta, anche nell'audio, su tutte le versioni sia di Netscape che di Microsoft IE e su tutti i tipi di computer, magari permettendo l'utilizzo del plug-in alternativo installato dal particolare utente!


 
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